Icursioni....
Continuare, anche attraverso il mezzo della " ricerca " fotografica il senso panico del viaggio, della scoperta, della estatica meraviglia, della ri-creazione formale, cromatica e concettuale all’interno della più intima struttura della materia delle foglie di palma. Racchiudere le varie fasi dell’analisi, in una epifania di appunti visivi, fissati dialogicamente e cronologicamente in una estrema e curata sintesi di allestimento, correlandole attraverso un'installazione site-specific " che ne riproponga – sotto il profilo fruizionale - ansie, stupore e annichilimento, di fronte a tanta intima severa e funzionale bellezza. Codificare poi l'indagine della realtà precaria indagata e mediata, quale intervento incursivo nel mondo della materia e meta-materia, puntualizzando soprattutto, la pervasività concettuale allo stato puro che si evidenzia in questa lucida e incisiva azione ri-creativa sulla via del ritorno ad un tutto, temporaneamente perduto. Evidente - se mai ce ne fosse bisogno a livello di considerazioni esplicative - solo ad azione intrapresa e fotograficamente fissata, attraverso la notazione luministica del particolare, consegnato al delirio dell’immanenza, amplificato ravvicinato ed altro per conseguente traslitterazione, in cui il rinato caos della consunzione della materia analizzata (l'evidenziarsi della struttura costitutiva delle foglie di palma in questo caso…) diventa viatico di un eterno " ricorso " dello scorrere e riproporsi inesorabile del tempo, che ci ostiniamo a chiamare e a considerare vita.