"Materia/ Antimateria": l’arte digitale di Silvestro Cutuli
.........La luce equivale alla materia stessa: intesa come energia fluttuante, essa è un’onda che muove - plasmandola - la natura nella sua configurazione molecolare, conferendole così quello che i Greci chiamavano psyché, ovvero "soffio vitale" e dunque essenza. La trama pittorica - di carattere virtuale - che sottende a tale produzione è data infatti da una serie di tratti incandescenti, tradotti su cartoni in un’estrema varietà di vortici e segmenti cuneiformi. Tali vertigini luminose e trasmutanti scaturiscono, senza soluzione di continuità, da una concavità magmatica caotica e tenebrosa che allude alla "materia oscura" dell’universo. Ne deriva una sostanziale e dualistica antinomia (materia/ antimateria appunto) che rimanda all’antico nodo filosofico giocato sul contrasto tra luce e ombra, reale e irreale, ordine razionale e caos primigenio.
La tematica cosmologica indagata per mezzo di vene lucenti è il fil rouge che collega tutta la ricerca artistica di Silvestro Cutuli, a partire dalla sua iniziale attività di scultore. L’urgenza espressiva dapprima evidenziata attraverso la contorsione di colorate lamine metalliche ha trovato una significativa evoluzione nell’utilizzo delle moderne tecnologie informatiche, vòlte a realizzare una più incisiva comunicazione. La Pittura Digitale simula infatti il processo tradizionale attraverso l’uso di un apposito software e di pennelli che attingono ad una tavolozza virtuale, dando vita ad un’immagine costituita da una controllata sequenza di punti che diventano nel loro evolversi segni grafici, tracce. Tale linguaggio, lungi dall’essere un’elaborazione, assume all’opposto il fondamentale carattere di creazione, contribuendo a definire la valenza postmoderna e contemporanea della produzione di Silvestro Cutuli. Le opere di quest’autore non possono essere codificate secondo una logica razionale, in quanto non possiedono un carattere di immediata riconoscibilità - esulano cioè dalle strutture categoriali che regolano il nostro pensiero - ma non possono essere definite neanche astratte, poiché gli elementi emergenti sul piano appaiono fortemente intrisi di quell’organicità, parte di un sistema unitario, che è alla base del mondo nella sua complessità.
La luce definisce, attraversa, scompone la materia sprigionando vitalità dall’interno delle sue viscere: l’addensarsi di un magma fluido in cui tutto scorre origina la materia (= vita) attraverso l’elemento "formante" della luce (= essenza). Tale processo può essere letto anche come metafora dell’ideazione dell’opera d’arte, che vive nella materia grazie alla spinta propulsiva dell’atto creativo, per poi terminare il suo ciclo vitale nel momento in cui viene trasmessa allo spettatore. L’artista crea pertanto dei dipinti virtuali che vivono soprattutto a livello sensoriale, nella fruizione dell’osservatore che diventa parte attiva del processo artistico e dunque dell’opera. Viene in questo modo riaffermata la teoria gestaltica della percezione, in cui la realtà virtuale generata per mezzo di una tavoletta grafica supera la realtà fisica e fenomenica dello scontro neutrinico ab origine indagato. È da questo assunto concettuale che nascono i diversi cicli digitali di Silvestro Cutuli: opere vivificate dalla luce (prima attraverso il bianco e nero, ora mediante intense fluorescenze cromatiche) che sono continue variazioni sul tema, ovvero flussi di energia materica compenetrata da infinite forme possibili, in un’incessante e meticolosa ricerca tesa a raggiungere il nucleo irradiante di tutte le cose.
Manuela Valleriani